"... L'opera di CHIAZZA espropria lo spazio ordinario del kòsmos
figurativo, veicola l'occhio del fruitore all'interno degli interstizi che la
luce crea in virtù della sinuosità formali e delle sorprendenti proprietà
materiali. A dire il vero, la materia dell'opera di Chiazza, calzata
all'interno del genio formale che modella e investe, perde la sua definizione
strictu senso empirica; cessa, cioè, d'essere un "questo qui" determinato ed
inconfondibile ..."
(Giacomo Bonagiusto)
"... E' interessante mettere a confronto nelle opere di questo scultore
torinese, di origine siciliana, due aspetti che sembrano contraddittori ma che
in realtà sono complementari: i ritratti veri e propri, di impianto
classico, e le opere astratto-allusive ..."
(Paolo Rizzi)
"... Nei legni la funzione che svolgono i noduli e persino le nascoste
imperfezioni nel guidare letteralmente la mano e la sgorbia fino al limite,
altrettanto necessario rispetto all'idea iniziale di forma, del perfetto
equilibrio fra i pieni e i vuoti ..."
(Marco Rosci)
"... Scultura quindi intesa come risoluzione, definizione, disciplina
mediante la quale la materia (sia questa marmo o bronzo) di un un moto in
potenza è pronta a scattare e a suggerirne l'andamento formale ..."
(Angelo Mistrangelo)
"... Siciliano di Cianciana, in provincia di Agrigento, torinese solo
d'adozione, Chiazza sembra avere una predisposizione innata per quella mimesis
biou aristotelica che, attraverso la manipolazione demiurgica della "terra",
tramuta l'imitazione della vita in arte ..."
(Guido Curto)
"... Un percorso di puro fascino visivo dove l'incontro con la materia
spinge la mente a nuove interpretazioni singole ..."
(Vittorio Bottino)
"... Si può dunque parlare di un raggiunto equilibrio, sempre comunque in
tensione dinamica, fra corpo solido interno e i suoi confini esterni, quelli
che dividono lo spazio inventato della scultura dell'ambiente in cui viene
collocata ..."
(Francesco Poli)
"... Nelle opere di Chiazza rintracciamo una equilibrata giusta opposizione
degli elementi, che colgono le opportunità evocative dalle masse, dinamiche
dirette verso una possibile orchestrazione delle tante istanze simboliche
dell'autore. Quando poi la materia è materia viva come nel caso delle
sculture di Vincenzo Chiazza, che si serve magistralmente del legno per
elaborare il proprio progetto scultoreo, ecco che il rapporto tra il fruitore
e l'opera si fa più diretto, diventando espressione dinamica di una tensione
emotiva coinvolgente ..."
(Massimo Centini)