E' stato in occasione della Festa del Mais, quasi in un riservato silenzio, che tra i fragori del gioioso chiasso popolano e della spensierata allegria, vidi qualcosa di unico, un gesto di potente espressività, e nel contempo di delicato apparire, quasi un assorto modo di esserci e rappresentarsi. Ero davanti alle opere di Vincenzo Chiazza, scultore di alto profilo artistico e di raffinata eleganza formale.
 
Per me, pittore, sensibile al bello e all'eterno linguaggio della rappresentazione, non fu difficile riconoscere l'atto poetico di un vero artista ed instaurare da subito quel colloquio non verbale che descrive una vicinanza elettiva.
 
Se nel mio fare arte, il processo formativo si compie attraverso simboli, geometrie e proporzioni, uniti e confusi per descrivere un luogo, un apparire, nell'opera di Chiazza, è la forma stessa a parlare e parlarci con sottili metafore ed aggettivi materici.
 
Giornata d'incanti quella, arte in luoghi silenti e raccolti, arte nelle piazze vissute e chiacchierate, come per la messa in scena di Ivano Arena, complesso gioco di evocazioni e storia, di racconti e poesia, sapientemente mixati e magistralmente orchestrati. Si, quel giorno ho respirato un'aria nuova, libera, intensa, vera.
 
Ho riletto molte volte il mio percorso artistico. La ricerca di una nota dominante, che fosse risultata dall'equilibrio tra misura e proporzione, tra numero e segno, è per me fondamentale, come lo è l'esperienza dell'insegnamento dei nostri antichi maestri, dispensatori di un sapere vero, non solo pura ed effimera impulsività edonistica.
 
La "cifra" è quindi l'unione tra forma e contenuto, tra regola ed arbitrio, tra caos e complessità. La voce del gesto nella mia pittura, come anche nella mia poesia, è dunque contrasto, velocità (nei fondi dai colori tormentati) e silenziosità (nelle tracce geometriche appena visibili o nelle sfere dipinte in modo realista), espiro inspiro, yin e yang. Dipingere come su antiche "icone", sentire la tavola lignea come uno spartito che in-forma l'immagine e ne scandisce il ritmo, ecco, questo in breve potrebbe essere la descrizione di un piccolo, semplice, ma magico gioco.

Alberto Branca

Vincenzo Chiazza